Lunedì, 21 Marzo 2022 15:25

La dura vita della pacifista con poca pazienza

COMING OUT: sono pacifista

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Sono anche di quella generazione che ricorda il sospiro di sollievo del 9 novembre 1989 quando, nel crollo di quel muro così odioso, noi giovani di allora vedevamo anche la fine della guerra fredda e la possibilità di un futuro, possibilmente di pace.
Il futuro è stato diverso, ma il fatto che i paesi avessero smesso di accumulare testate nucleari in una folle corsa agli armamenti ci rendeva sereni, finalmente dopo tanto tempo.

Nella situazione attuale, ai confini d'Europa, si torna a parlare di guerra e mai come in questa occasione il pacifismo e, di conseguenza chi è pacifista, viene considerata un'offesa da proporre nelle forme più disparate.

Dalla raccolta delle definizioni si evincono tre correnti principali di pensiero che corrispondono all'essere pacifista.
La prima coppia: SEI SCEMA/O E MENEFREGHISTA
La seconda coppia: SEI SCEMA/O E VIGLIACCA/O
La terza coppia: SEI SCEMA/O E BASTA

Io ritengo di aver vinto un premio "Menzione speciale": sono stata inserita in tutte le coppie da grandi esperti di strategie internazionali di Risiko e competentissimi storici da wikipedia, nonché da celebri economisti da BOT al 12% (giuro, un tempo sono esistiti).

Comunque, vediamoli in dettaglio.

La coppia scema/o+menefreghismo: si indossa con un tripudio di "allora dobbiamo lasciarli morire tutti?" oppure un multiforme "giri lo sguardo altrove" e un sempreverdissimo "allora i partigiani hanno sbagliato?"
L'ipotesi che una persona possa concepire una profonda avversione per le armi, per i conflitti e per la guerra e quindi afferma che cercherebbe con tutta se stessa di evitare di allargare il conflitto entrandoci dentro, si traduce nel micropensiero da stadio con un "se non imbracci il fucile anche tu, non ti interessa niente dei morti civili". Ovviamente il declamatore di queste affermazioni, spesso non ha manco il coraggio di tagliare una mela col coltello, figuriamoci imbracciare il fucile.
Di solito questa categoria ti spinge ad immedesimarti, a fingere di essere tu la mamma col bambino, o a restare orfana/o o vedova/o o peggio il genitore che perde il figlio. Il concetto che siamo dotati di empatia senza questi inviti non è contemplato. Inutile cercare di spiegare a questa categoria di persone che un pacifista si preoccupa moltissimo della gente e dei civili e proprio per questo vorrebbe scongiurare l'inasprimento della guerra evitando missili, bombardieri e mine antiuomo. Ma per l'esperto del pensiero semplice, non è credibile e quando lo diventa (credibile), allora probabilmente passa alla categoria successiva.

Ecco la coppia scema/o+vigliacca/o: qui si percepisce un trend un pochino più aggressivo, un rissoso "cosa direbbero di te i partigiani?" oppure un feroce "allora se qualcuno vuole ucciderti (NDA: sostituire con violenze e barbarie a piacere) non ti difenderesti? E se ci fosse chi ami?". Si può accompagnare anche con un facinoroso "se tutti facessero come te sarebbero sterminati" concludendo con un per-tutte-le-stagioni "ma non ti vergogni?"
Il promotore di questa coppia scemo+vigliacco pensa al pacifista chiuso in un armadio a tremare, tipo l'amante che sente arrivare il marito/moglie mentre sta copulando col fedifrago/a.
Immagina che rifugga la guerra solo per paura di affrontarla, mentre lei/lui, il promotore di questo pensiero si auto-immagina vestito alla Rambo con il mitra tra le braccia. Anche qui, l'idea che il pacifista concepisca altri possibili metodi di intervento che non siamo armati e che sia pronto a spendersi per questi, mettendoci la faccia e rischiando in prima persona, non conta.
Per il promotore della coppia scemo+vigliacco o stai come lei/lui (sul divano alla tastiera, ma sentendoti Rambo) o non sei credibile. E di nuovo, se lo diventi (credibile) scivoli inesorabilmente nell'ultima possibilità.

L'ultima coppia scemo+scemo: qui si preferisce uno stile semplice ed essenziale che si declina con un outfit alla "risolveresti il conflitto coi fiori nei cannoni?" oppure un onnipresente "vabbè, ma mica abbiamo più 20 anni" e un minimalista "dici cose giuste, ma sono irragiungibili, intanto bombardiamoli".
Secondo i promotori di questa coppia, il pacifista è scemo, ingenuo, idealista e di nuovo scemo.
Secondo loro, non riesce a capire che un missile lanciato su una città provoca morti, non comprende che se le persone muoiono chi resta soffre, piange e si dispera.
Il pacifista, secondo questi assertori, non è in grado di comprendere le radici di una guerra, non conosce nulla della storia, non sa comprendere di chi sono gli interessi economici, non capisce che toccare gli interessi economici di alcuni potrebbe portare a dei cambiamenti nel mondo occidentale, non sa che esistono guerre ovunque nel mondo e passano sotto silenzio perché fatte da "bravissime persone" europee e che ci servono (sì, anche a noi, italiani brava gente) per vendere le armi che produciamo nelle nostre belle fabbriche. Un esempio su tutti: "eh, tu la fai facile pacifista: cosa vorresti che gli operai delle fabbriche di armi morissero di fame?" ... vi prego ditemi che non devo rispondere a questa domanda...
Il pacifista è scemo. Se tu, pacifista, sei riuscito a scampare tutte le altre coppie di definizioni, questa ti inchioderà. Sei scemo, è ora che qualcuno te lo dica.

Siccome sono pacifista con la pazienza di un mamba nero, descrivo cosa pensa una pacifista scema.

Premessa uno.
Putin ha attaccato l'Ucraina e questo gesto non ha alcuna giustificazione ai miei occhi. Lucido sanguinario, da più di vent'anni tiene un paese in ginocchio e uccide i suoi dissidenti, ha tutti i torti del mondo, non solo ora che sta bombardando, ma anche prima, nel silenzio dell'intero occidente. Chiunque usi le armi per attaccare qualcun altro, ha il mio totale disprezzo e, da pacifista, non potrò mai schierarmi dalla sua parte, pure se avesse ragione (e nel caso specifico, per me neanche ce l'ha).

Premessa due.
L'Ucraina è stata attaccata e, anche da pacifista, ritengo che se qualcuno attacca, l'aggredito abbia il diritto/dovere di difendersi. L'Ucraina fa bene a difendersi al meglio di ciò che può, usando tutti i mezzi a propria disposizione, possibilmente reagendo solo all'attacco senza passare dalla vittima al carnefice, ma ovviamente... in una guerra tutti sono vittime e tutti carnefici. L'Ucraina ha tutti i diritti di chiedere aiuto ai paesi intorno a lei o che ritiene possano aiutarla, è sotto attacco. Capisco anche se cerca di strumentalizzare o di spaventare, lo farebbe chiunque e lo capisco. Al contempo, da qui a definire Zelensky un novello Gandhi, un santo, una personalità pura e cristallina e il management/governo ucraino un simbolo di rettitudine, amici... leggiamo qualche libro in più, eh?

Premessa tre.
Al di fuori da questo conflitto ci sono delle realtà "esterne" (gli altri paesi, il resto del mondo, l'UE, la NATO, la Cina, la Bielorussia, etc...). Alcune sono schierate dalla parte di Putin, altre sono dalla parte dell'attaccato. Ricordiamoci però che non sono direttamente coinvolti (per ora) nel conflitto, tranne nel caso vogliano diventarne parte integrante. Sono responsabili della situazione? Certo che sì. Lo siamo tutti, il nostro modello economico ha richiesto, richiede e, se non lo modifichiamo, richiederà ancora in futuro, di guardare altrove mentre si perpetrano i peggiori delitti.

Cosa penso che vada fatto ora per fermare la guerra?
Non lo so, ho competenze limitate e ancor più limitate informazioni, posso provare ad ipotizzare soluzioni banali: isolare l'aggressore il più possibile, metterlo alle strette dentro casa sua attraverso la ribellione del suo stesso popolo, ma soprattutto dei suoi fedelissimi. La fedeltà costruita sulla sola paura e sulla brama di denaro e potere è una fedeltà che crolla con facilità e questo la diplomazia lo sa. Le sanzioni economiche sono meglio delle bombe per quanto mi riguarda, se due si stanno menando, armare uno dei due non risolve la questione. Nessuno mi convincerà mai che aumentando il numero di bombe si diminuiranno i morti tra i civili.

Cosa penso che NON VADA fatto?
Portare armi, mezzi e uomini perchè questo porterebbe ad una escalation della guerra, a un numero maggiore di morti (civili e militari) e allargherebbe il conflitto ai paesi che intervengono senza risolvere il problema e perdendo la credibilità per una potenziale mediazione tra i contendenti. Coinvolgere di più gli inutili caschi blu dell'ONU e mandare negoziatori credibili per la ricerca di compromessi.

Spiego meglio ciò che intendo: se due litigano e si danno tanti cazzotti e io provo a dividerli senza schierarmi da una parte o l'altra, sicuramente rischierò qualche colpo, ma non farò parte del litigio.
Traduco per i Rambo-da-divano (voi non siete scemi, ma io sì, abbiate pazienza): se la Russia e l'Ucraina fanno la guerra e interviene il paese X che prova a farli mediare, il paese X non è parte del conflitto, non è entrato in guerra, perché cerca di mediare tra due paesi belligeranti senza schierarsi da una parte o l'altra. Ovviamente X può provare a mediare solo se non si schiera, se diventasse parte del conflitto, non sarebbe un mediatore credibile.
Però facciamo un altro esempio: se mentre due se le danno di santa ragione, un terzo va vicino ad uno dei due contendenti e gli porge un coltello, forse la persona aiutata riuscirà anche a colpire più duro e a fare più danni, ma quello accoltellato appena ne avrà forza e possibilità, chiamerà a raccolta gli amici e tornerà ad aggredire, l'aggredito chiamerà i suoi e così via fino a passare da una scazzottata tra due individui ad una mega rissa di 50 o più persone.
Continuo a tradurre per chi potrebbe non capire la similitudine: se Russia e Ucraina combattono, sono due paesi in guerra; se l'Europa intervenisse con armi e uomini a favore dell'Ucraina o la Cina mandasse mezzi alla Russia, questi paesi entrerebbero nel conflitto e ne diventerebbero parte integrante. Vuol dire che il conflitto non sarà più tra due paesi (200milioni di persone), ma arriverebbe a coinvolgere circa 5miliardi di persone.

Ora, il promotore dell'idea del pacifista scemo risponde in genere con un "Lo vedi che sei scemo+menefreghista? Allora lasciamo che l'Ucraina soccomba? Allora è giusto che muoiano 200milioni di persone?"
La risposta, li stupirà, è OVVIAMENTE NO.
Era implicita nelle premesse, ma siccome sono una pacifista scema, la spiego di nuovo: noi pacifisti siamo a fianco dell'aggredito sempre. Se poi è la parte più debole, ancora di più.
Semplicemente tra l'ipotesi di far aumentare il conflitto portando nel paese armi e uomini, per poi andare alla terza guerra mondiale, preferiamo soluzioni coraggiose, rapide e immediate, che però contemplino altri metodi.
A coloro che ripetono come un pappagallo a memoria "I nostri partigiani hanno fatto lo stesso che fanno gli Ucraini" rispondo: non è vero perché i nostri partigiani hanno lottato contro altri italiani, il nostro "invasore" era il fascismo e il duce ci ha portato in guerra. I partigiani hanno lottato per la libertà che avevano perduto. Hanno ricevuto aiuti da altri paesi, è vero, ma quei paesi erano nel conflitto, erano parte integrante della guerra in atto.
Cosa direbbero oggi i partigiani? Non posso esserne certa, ma credo che eviterebbero di entrare in guerra.

La verità che i Rambo-da-tastiera si rifiutano di considerare è che per evitare la guerra bisogna essere coraggiosi. Lavorare, combattere per la pace senza armi richiede valore e dedizione alla causa della pace.

Eh sì, cari intelligentissimi amanti delle soluzioni armate, ci vuole più coraggio ad accettare di guardare il tuo paese negli occhi e dire al tuo popolo "da oggi dovrai stringere la cinghia come un dannato perché devo fermare un conflitto e non mi posso far ricattare dalle sue forniture".
Sì, ci vuole coraggio, perché "la bomba" della benzina a 3euro, la "bomba" del pane a 5 euro, la "bomba" delle case fredde la pagheremmo tutti, tutti. Invece se mandiamo a bombardare le città, ci andrà soltanto il figlio del povero cristo che si è arruolato nell'esercito perché "è un posto sicuro, un posto nello stato" e allora mentre i nostri ragazzi tornerebbero nelle bare con la bandiera tricolore, quelli col culo al caldo dormirebbero tranquillamente nella loro casa a 23 gradi e mangerebbero il loro bel pane fatto con grano siberiano a meno di 1 euro al chilo.
Rinunciare al proprio stile di vita o alle proprie comodità per un principio, richiede fermezza ed eroismo.

Non c'è vigliaccheria nel pacifismo, così come non c'è coraggio nel lancio di un missile.

La verità è una e una soltanto, carissimi miei fratelli amanti del mitra: la situazione è complessa, i torti e le ragioni sono da tutte le parti e vengono da lontano, molto lontano. Colpevole è Putin, l'UE, la NATO, l'Ucraina, tutti, ma anche e soprattutto noi.
Capisco il vostro desiderio di rendere tutto semplice: tu sei pacifista, sei scema e sei a favore di Putin, ma purtroppo, mi dispiace, non è così.

I più grossi colpevoli siamo noi che deleghiamo il nostro futuro a gente senza scrupoli perché ci pesa il latoB di rinunciare alle nostre comodità e vogliamo soltanto che facciano le loro porcate senza dirci niente, senza farci vedere lo sporco.

La colpa è nostra, che vogliamo soluzioni semplici, vogliamo un buono e un cattivo, così da non doverci sforzare di pensare che forse il mondo non è solo bianco e nero, ma anche in tante, tantissime, scale di grigio. Renderlo migliore vuol dire fatica, coraggio, assunzione di responsabilità e impegno personale.

Ma continuate pure ad insultarci, tanto siamo dei pacifisti scemi e, per vostra fortuna, scegliamo di non prendervi a calci nelle gengive, come invece avrei tanto voglia di fare.

 

 

PS: per favore, i "benaltristi" non commentino. Non sono così tanto pacifista da resistere a voi.