Sabato, 29 Maggio 2021 08:42

La maggioranza che vuole "correggere" i diversi.

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Sono mancina, una cosidetta mancina pura (non troppo forzata ad usare la destra).
Non ho scelto di essere mancina, né i miei genitori per me, sono nata così.
Non esiste un esame prenatale che ti dice se tuo figlio/a sarà mancino/a, né è un virus che ti attaccano, una malattia da batterio in ospedale, nulla di tutto ciò.
Essere mancini non è una malattia, una disabilità o un plus-valore, è una caratteristica.
È come essere biondi o castani o con gli occhi marroni o verdi, alti o bassi, eterosessuali o omosessuali, intelligenti o stupidi, avere lapelle bianca o nera.
Eppure, molti continuano a non digerire questo concetto così semplice.

La mia è stata una storia fortunata.
Il mio "fai ciao con la manina" dei primi anni di vita è stato fatto con la mano sinistra, così come "manda il bacino". I miei genitori non lo hanno notato o forse semplicemente non si sono posti il problema che quel ragnetto di figlia desse calci alla palla con il piede sinistro.


Così non è stato però quando (ormai più di 40 anni fa) alla prima elementare, dalle suore, è arrivata "quella che usa la mano del Diavolo". Oh sì, loro lo hanno notato e hanno provato a "correggermi".

Fermiamoci un momento sulla parola: CORREGGERE.
Se uso la parola "correggere" inserisco implicitamente nella frase il concetto di errore. Anche se non lo direte espressamente, nel vostro profondo volete dire che il mancino ha qualcosa di sbagliato. E in effetti, PER VOI, lo ha: è diverso da voi.
Un mancino che viene forzato ad usare la destra, non viene "corretto", ma snaturato. Si prende cioé la sua essenza e si tenta di modificarla per farne diventare una cosa diversa, un qualcuno più simile a se stessi.
Facciamo mente locale: le parole sono importanti.
Dicono alcuni filosofi che il nostro pensiero si forma grazie alle parole che appartengono al nostro lessico, in pratica i nostri pensieri si aprono se conosciamo molte parole e si restringono se ne conosciamo poche. Usare le giuste parole, a volte, può salvare una vita.

Torniamo alla storia di me dalle suore. Con forzature più o meno evidenti, hanno cercato di fare di me ciò che non potevo essere: una destrorsa. La mia storia, dicevo, è stata molto fortunata. I miei genitori si sono accorti subito dell'intervento e del fastidio psicologico che ricevevo a scuola e sono intervenuti dicendo che se Dio mi aveva mandato sulla Terra come mancina forse aveva una ragione, chi eravamo noi mortali per modificare un desiderio di Dio?
Questa riflessione e, soprattutto, la retta della scuola privata, hanno convinto le suore a desistere dal tentativo di modifcarmi.

Il mio essere mancina però ha caratterizzato la mia vita molto più del solo scrivere con la sinistra, imprecare contro i progettisti delle forbici e dei coltelli o contro i designer di tazzine per il caffè disegnate da idioti: mi ha fatto capire cosa vuol dire appartenere ad una minoranza.
I mancini sono in media il 20% della popolazione. Nessuno sa perché la natura ha inventato i mancini o perché riescano a restare stabili con questa percentuale, ma questo non toglie che esistiamo. Il fatto che la maggioranza destrorsa abbia provato per secoli (per fortuna non più ora) a "correggerci" è emblematico.

Le maggioranze non sopportano le diversità. Non le capiscono e quindi le temono.
I destri non sanno cosa vuol dire essere mancini, non capiranno mai la sensazione che si ha quando devi affrontare un qualunque lavoro manuale e devi pensarlo al contrario,  adattare le tue abitudini di base (aprire una porta, impugnare il coltello, prendere una tazza per bere) ad oggetti pensati per funzionare a specchio, pensare per tutta la vita "al contrario" della maggioranza. A volte (soprattutto quando ero bambina) essere mancina è stato difficile, eppure oggi lo ritengo un dono.

Mi ha regalato la visione della vita delle minoranze, mi ha fatto comprenderne l'unicità. E allora ho scoperto di far parte di tante minoranze: donna al lavoro in un ambiente appannaggio di uomini, atea in un paese cattolico-bigotto, anarchica in un paese democristiano (che la DC non c'è più, ma i democristiani sono rimasti), amante dell'inverno circondata di gente che vive per l'estate e potrei continuare a lungo. Ciascuno di noi vive in una minoranza a volte inconsapevolmente.

Eppure al contempo appartengo anche a delle maggioranze, per esempio sono bianca in un paese a prevalenza bianca. Questo mi mette a rischio di considerare la mia maggioranza come unica esistente, ma la mia appartenenza alle minoranze mi fa capire che devo sforzarmi di non farlo.
Le persone che fanno parte delle maggioranze di solito non sono cattive, semplicemente si danno per scontate, loro sono "normali" e gli altri no. Loro sono "giusti" e gli altri vanno "corretti".

Tutto questo in me ha sviluppato un'empatia verso le altre minoranze, sono in sintonia con la sofferenza di appartenere ad un gruppo che la maggioranza vuole "correggere". "Correggere" per loro è il modo meno truce per dire: voglio annientare la vostra diversità.

È chiaro ormai che ho parlato fin qui del mancinismo volendo sottendere ben altro. Noi mancini siamo in una minoranza privilegiata, se mi regalano una tazzina che non si può impugnare la butto, nessuno ha mai cercato di uccidermi perché uso la sinistra, i miei genitori, fratelli e amici non hanno avuto difficoltà a comprendere ed accettare il mio essere mancina.

Eppure la cronaca ci parla di altre minoranze, di altre diversità in pericolo. Ci parla di donne e uomini che vengono uccisi da razzisti, transomofobi, gente appartenente a qualche maggioranza "normale".


In principio credevo che questa gente fosse stupida o fossero dei criminali balordi, ma in realtà ho scoperto che quello che li guida non è solo la stupidità, non è solo la sub-cultura, non è solo la voglia di far male, ma è principalmente la PAURA, il TERRORE della diversità.
Pur condannando i fatti estremi ed esecrabili, pur condannando anche gli atti minori di violenze piccole o di cattive parole (che portano cattivi pensieri), condannandoli senza se e senza ma, capisco che questi atti vengono dalla paura.

E allora, grido un appello: maggioranze, smettete di aver paura di noi, non siamo su questa Terra per nuocervi.

Se la nostra diversità vi turba, guardate altrove e circondatevi di gente della vostra tipologia. Perderete tante sfumature, ma se vi rende felici, fatelo!

Provare a "CORREGGERCI", ad annientarci, a farci essere come voi non vi riuscirà. Potrete costringerci forse con la forza e la violenza a SEMBRARE come voi, ma sarà solo una maschera e ci renderà tutti infelici.

Non divinizzateci! Non ci serve la pacca sulla spalla.
I mancini "NON sono migliori dei destri", non vinciamo negli sport perchè siamo mancini, vinciamo perché siamo più bravi, perché ci siamo allenati di più, perché abbiamo un talento in quello sport, perché abbiamo fortuna nelle gare...gli omosessuali "NON sono più sensibili", sono sensibili come gli etero perché la sensibilità non dipende da chi ti innamori o al genere di appartenenza... i dislessici "NON sono vincenti", hanno un modo diverso di percepire alcune realtà e se indirizzati arrivano o non arrivano ai traguardi che si sono imposti come chiunque altro.

Allo stesso modo, non demonizzateci. Non siamo qui per portarvi tra le fiamme dell'Inferno, né a fare riti con i gatti neri.
Esistiamo con le nostre particolarità e unicità. Il mio essere mancina non è una sfida, l'essere omosessuale non è un dispetto che un figlio fa ai genitori o agli amici, essere neri non è un tentativo di offendervi. Non vergognatevi di noi, noi non ci vergogniamo di ciò che siamo.

Non vogliamo togliervi la vostra maggioranza! Non cerchiamo un mondo in cui la maggioranza diventiamo noi, non ce ne frega niente, c'è posto per tutti, non ci serve la rassicurazione del branco per sentirci "giusti".

Noi siamo giusti perchè siamo ciò che siamo. Siamo giusti quando seguiamo la nostra essenza.

Maggioranze, vi vedo tremanti. Provare con la violenza a dimostrare che avete ragione non serve, abbassate il pugno, non usate i calci. 

Sedetevi con noi, vi offriremo un buon bicchiere di vino, un caffè, un dolcetto e vi racconteremo quanto è bello essere unici e vi spiegheremo come noi vi vediamo stereotipati e infelici dietro a maschere che non vi appartengono, maschere di paura, maschere di ignoranza, limiti che mettete a voi stessi.

Maggioranze, lasciatevi aiutare, ne avete tanto bisogno.

Un abbraccio, con il braccio sinistro.